SOCRATE
Per tutta la vita si è impegnato all’educazione dei giovani e ad insegnare loro a riflettere.
IL PROCESSO E LA SUA CONDANNA
Venne condannato durante un periodo difficile a livello politico, infatti da parte del potere era visto come una possibile minaccia essendo lui un personaggio popolare.
Fu incolpato di corruzione verso i giovani e di non venerare i dei della sua città, inoltre anche di aver importato nuove divinità facendo così distogliere l’attenzione dai dei comuni.
Venne condannato dalla maggioranza di una giuria popolare.
LA MORTE
Durante la sua attesa in carcere era sereno, dovette aspettare per un mese perché ci fu un evento durante il quale nessuna sentenza poteva essere eseguita, non pensò di cambiare le parole da lui precedentemente dette per scontare una pena differente, accettava ciò che gli stava accadendo.
UNA VITA DEDICATA ALLA RICERCA
Socrate cerca di parlare con coloro che erano definiti saggi, però capendo che alcuni di loro in realtà non lo erano.
Lui infatti viene definito come il più saggio proprio perché si rende conto di non sapere, vuole quindi liberare gli uomini da questa idea.
Venne condannato sicuramente anche per il fatto che metteva in dubbio la religione e alcune verità che accomunavano tutti per affermare la libertà dell’anima.
Ogni volta che parlava con qualcuno Socrate creava dubbi, chiedendo costantemente di interrogarsi sul significato delle idee.
Voleva quindi dimostrare che in realtà chi si definiva saggio non lo era perché non si spingeva oltre a ciò che già sapeva e un’altro suo intento era quello di riuscire a dare una definizione adeguata e soddisfacente dell’argomento di cui parlava.
IL METODO
Il suo metodo era diviso tra ironia e maieutica:
-l’ironia, lui sosteneva di non sapere di cosa parlare a riguardo dell’argomento in questione, poi però si comprendeva che nemmeno l’interlocutore, anche se parlava, sapesse in realtà di cosa parlare, quindi Socrate indossava la “maschera dell’ignoranza” per palesare l’ignoranza altrui.
-la maieutica si basava sull’importanza di ricercare sempre la verità, lui riteneva che tutti debbano cercare e sviluppare dentro di loro i germi della verità. Diceva inoltre che lui svolgeva la stessa funzione della levatrice, ma faceva partorire idee.
Lui metteva alla prova i giovani proprio per comprendere se i loro pensieri fossero corretti e lo faceva tramite dialogo dove era importante che ci fosse una fiducia reciproca.
LA CONVERSAZIONE FILOSOFICA
Secondo Socrate la sua missione era come un invito a ragionare, sviluppare una conoscenza che continuava nell’anima e che portava alla consapevolezza di sé e dei propri limiti. Il suo ruolo era quello di trovare a soluzione ai propri problemi tramite la riflessione.
Era convinto che le singole virtù non bastino ad avere una vita realmente soddisfacente, ma che ci sia bisogno anche della filosofia e continuare nella ricerca della verità.
Chi conosce il bene non può commettere il male, la virtù morale deriva dalla consapevolezza del bene.
Sicuramente era una persona equilibrata che non avvertiva un conflitto tra ragione e istinto, anche quando gli consigliano di evadere dal carcere e lui rifiuta.
La virtù è conoscenza perché è una continua ricerca del bene e cosa porta del benessere sia a noi stessi che alla comunità.
La virtù può essere insegnata perché consiste nel differenziare bene da male, diventa obbiettivo della filosofia, perché intesa come ricerca razionale che può guidare le azioni umane.
Grazie a Socrate la psiche diventa anima, intesa come vita interiore.
Guardando nell’anima, quindi dentro se stesso, l’uomo comprende ciò che è davvero corretto fare.
Socrate diceva che nella sua anima c’era la voce di un demone che gli diceva cosa evitare nelle decisioni importanti, il demone socratico è stato interpretato come la coscienza, quindi come una guida interiore.
L’anima è ciò che dà davvero importanza all’uomo, quindi è peggio perdere la propria anima che il proprio corpo.
Lascia la prima concezione dell’anima come aspetto centrale del corpo, la sua cura avviene attraverso la continua ricerca del bene e alla condotta pratica della vita.
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