PLATONE
PLATONE
Nell’ideologia di Platone la crisi politica è in realtà una crisi di sapienza, infatti sostiene che solamente chi conosce il vero bene possa governare correttamente.
Secondo Platone la crisi sociale non è altro che una crisi umana, infatti l’ingiustizia è la divisione tra la gestione della città e la saggezza.
Creò l’accademia (il nome deriva dal luogo in cui fu fondata, il parco dedicato all’eroe Accademo) dove c’era un centro di ricerca scientifica, l’accademia era principalmente un luogo di studi, ma anche un luogo religioso dedicato alle Muse.
All’interno dei dialoghi platonici ci sono personaggi che continuano ad interagire tra loro facendo emergere le loro diverse prospettive, le quali servono a raggiungere una conoscenza autentica.
Le caratteristiche essenziali di questi scambi verbali sono:
-gli interlocutori sono persone identificate, in un numero definito e limitato
-la finalità è la ricerca della verità perseguita con metodo e rigore razionale (al contrario di quelli sofistici che cercavano di convincere gli interlocutori)
-i dialoghi sono composti da discorsi brevi
IL MITO PLATONICO
Il mito platonico serve sia per comunicare in modo più aperto dottrine complicate che per parlare di realtà che vanno oltre ai limiti umani, quindi questo mito ha un ruolo didattico ma anche uno filosofico.
Può essere però complicato da interpretare perché non c’è un confine netto tra la parte didattica e quella filosofica.
LA TEORIA DELLE IDEE
Platone inizia con la sua ricerca partendo dalle idee di Socrate (l’anima diventa buona attraverso la conoscenza).
Platone si interroga però su cosa sia il bene e come raggiungerlo.
Comprende però che che non esiste un idea unica di bene ma che è differente per tutti.
Si può quindi dire che qualcuno o qualcosa sia buono solamente perché “buono” è un idea che abbiamo creato, se non esistesse il parametro oggettivo infatti non potremmo affermare qualcosa che ha un valore universale.
LA SECONDA NAVIGAZIONE
Sostiene di aver vissuto una prima navigazione, ma deluso da essa, decide di intraprenderne un’altra per scoprire il mondo delle idee.
Inizia a chiedersi se la causa di ciò che è sensibile non possa essere qualcosa che esiste al di fuori del sensibile e che abbia le caratteristiche dell’eternità immutabile.
Quando ci interroghiamo su qualcosa possiamo trovare delle cause materiali (Socrate è in prigione perché è capace di arrivarci) , ma il vero motivo è che Socrate ha accettato come reale, quindi come bene, la sua condanna.
Esistono quindi due piani dell’essere, quello legato alle cose, quindi quello fenomenico e visibile e quello legato alle idee, detto metà-fenomenico e invisibile.
LE IDEE E LA LORO NATURA
Ciò di cui parla Platone quando nomina le idee non è quello a cui noi pensiamo normalmente, lui intende delle entità indipendenti dalla nostra mente a cui facciamo rifermento quando pensiamo.
Le idee sono sostanze immutabili e perfette poste al di là delle cose visibili, quindi non sono solamente un pensiero ma il vero essere.
LE IDEE E LE COSE
C’è una relazione di imitazione tra le cose e i pensieri, infatti per creare qualcosa di materiale bisogna prima pensarla.
Esiste anche un’altro tipo di relazione, quella di partecipazione, dove le cose sensibili partecipano alle corrispettive idee nel mondo ideale (le cose quadrate fanno parte dell’idea delle cose quadrate).
Platone parla anche di presenza delle idee nelle cose, nelle cose belle traspare l’idea del bello.
Platone ha quasi un bisogno nel creare una continuità tra il mondo sensibile e quello ideale.
IL SUPERAMENTO DEL RELATIVISMO SOFISTICO
Le idee sono sia le cause sia il metro di paragone delle cose, se riteniamo che qualcuno è bello lo è perché rappresenta l’idea di bellezza.
Platone in questo modo elimina qualsiasi forma di scetticismo e raggiunge una prospettiva universale.
LA CLASSIFICAZIONE DELLE IDEE
Le idee possono essere di due tipologie:
- idee di valori morali, estetici e politici
- idee geometico-matematiche
Esistono in realtà anche idee di oggetti naturali e di oggetti artificiali, è importante però che ad ogni realtà sensibile corrisponda una forma ideale, esiste infatti un idea di tutto ciò che è (ciò che è giusto richiede l’idea di giustizia).
Il bene secondo Platone rappresenta qualcosa di divino, è la causa universale di tutto ciò che è buono.
IL SUPERAMENTO DI PARMENIDE
Il pensiero di Platone sulle idee riflette molto l’idea di Parmenide ( le idee sono eterne ed immutabili).
Platone però va contro alcuni pensieri di Parmenide, come ad esempio quello che essere è e il non essere non è, secondo lui infatti l’essere è qualcosa di statico.
Secondo l’idea platonica l’uomo non può essere nulla (ciò che non è non è e non può non essere), nel caso dovrebbe essere “non è il cane”, quindi significherebbe che non è un cane ma è comunque qualcosa, quindi in realtà anche il non essere è partecipe nell’essere.
L’idea non è isolata, può e trarre in relazione con altre idee in virtù dei cinque generi sommi:
1. L’essere
2. L’identico
3. Il diverso
4. La quiete
5. Il movimento
Ogni idea quindi può essere identica, diversa…
Grazie a Platone abbiamo compreso che l’essere viene inteso come possibilità e relazione.
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