martedì 3 marzo 2026

SOCRATE

Socrate, il maestro della Grecia 

 Socrate non scrisse mai nulla, preferiva infatti comunicare oralmente e soprattutto con i giovani. Platone è sicuramente una testimonianza, era suo discepolo e interprete del suo pensiero. 

Per tutta la vita si è impegnato all’educazione dei giovani e ad insegnare loro a riflettere.

IL PROCESSO E LA SUA CONDANNA

Venne condannato durante un periodo difficile a livello politico, infatti da parte del potere era visto come una possibile minaccia essendo lui un personaggio popolare.

Fu incolpato di corruzione verso i giovani e di non venerare i dei della sua città, inoltre anche di aver importato nuove divinità facendo così distogliere l’attenzione dai dei comuni.

Venne condannato dalla maggioranza di una giuria popolare.

LA MORTE

Durante la sua attesa in carcere era sereno, dovette aspettare per un mese perché ci fu un evento durante il quale nessuna sentenza poteva essere eseguita, non pensò di cambiare le parole da lui precedentemente dette per scontare una pena differente, accettava ciò che gli stava accadendo.

UNA VITA DEDICATA ALLA RICERCA

Socrate cerca di parlare con coloro che erano definiti saggi, però capendo che alcuni di loro in realtà non lo erano.

Lui infatti viene definito come il più saggio proprio perché si rende conto di non sapere, vuole quindi liberare gli uomini da questa idea.

Venne condannato sicuramente anche per il fatto che metteva in dubbio la religione e alcune verità che accomunavano tutti per affermare la libertà dell’anima.

Ogni volta che parlava con qualcuno Socrate creava dubbi, chiedendo costantemente di interrogarsi sul significato delle idee.

Voleva quindi dimostrare che in realtà chi si definiva saggio non lo era perché non si spingeva oltre a ciò che già sapeva e un’altro suo intento era quello di riuscire a dare una definizione adeguata e soddisfacente dell’argomento di cui parlava.

IL METODO

Il suo metodo era diviso tra ironia e maieutica:


-l’ironia, lui sosteneva di non sapere di cosa parlare a riguardo dell’argomento in questione, poi però si comprendeva che nemmeno l’interlocutore, anche se parlava, sapesse in realtà di cosa parlare, quindi Socrate indossava la “maschera dell’ignoranza” per palesare l’ignoranza altrui. 

-la maieutica si basava sull’importanza di ricercare sempre la verità, lui riteneva che tutti debbano cercare e sviluppare dentro di loro i germi della verità. Diceva inoltre che lui svolgeva la stessa funzione della levatrice, ma faceva partorire idee.

Lui metteva alla prova i giovani proprio per comprendere se i loro pensieri fossero corretti e lo faceva tramite dialogo dove era importante che ci fosse una fiducia reciproca.

LA CONVERSAZIONE FILOSOFICA

Secondo Socrate la sua missione era come un invito a ragionare, sviluppare una conoscenza che continuava nell’anima e che portava alla consapevolezza di sé e dei propri limiti.  Il suo ruolo era quello di trovare a soluzione ai propri problemi tramite la riflessione. 

Era convinto che le singole virtù non bastino ad avere una vita realmente soddisfacente, ma che ci sia bisogno anche della filosofia e continuare nella ricerca della verità.

Chi conosce il bene non può commettere il male, la virtù morale deriva dalla consapevolezza del bene.

Sicuramente era una persona equilibrata che non avvertiva un conflitto tra ragione e istinto, anche quando gli consigliano di evadere dal carcere e lui rifiuta.

La virtù è conoscenza perché è una continua ricerca del bene e cosa porta del benessere sia a noi stessi che alla comunità. 

La virtù può essere insegnata perché consiste nel differenziare bene da male, diventa obbiettivo della filosofia, perché intesa come ricerca razionale che può guidare le azioni umane.

Grazie a Socrate la psiche diventa anima, intesa come vita interiore.

Guardando nell’anima, quindi dentro se stesso, l’uomo comprende ciò che è davvero corretto fare.

Socrate diceva che nella sua anima c’era la voce di un demone che gli diceva cosa evitare nelle decisioni importanti, il demone socratico è stato interpretato come la coscienza, quindi come una guida interiore.

L’anima è ciò che dà davvero importanza all’uomo, quindi è peggio perdere la propria anima che il proprio corpo.

Lascia la prima concezione dell’anima come aspetto centrale del corpo, la sua cura avviene attraverso la continua ricerca del bene e alla condotta pratica della vita.


PLATONE

 PLATONE

Platone - Wikiquote 

 Nell’ideologia di Platone la crisi politica è in realtà una crisi di sapienza, infatti sostiene che solamente chi conosce il vero bene possa governare correttamente.

Secondo Platone la crisi sociale non è altro che una crisi umana, infatti l’ingiustizia è la divisione tra la gestione della città e la saggezza.

Creò l’accademia (il nome deriva dal luogo in cui fu fondata, il parco dedicato all’eroe Accademo) dove c’era un centro di ricerca scientifica, l’accademia era principalmente un luogo di studi, ma anche un luogo religioso dedicato alle Muse.

All’interno dei dialoghi platonici ci sono personaggi che continuano ad interagire tra loro facendo emergere le loro diverse prospettive, le quali servono a raggiungere una conoscenza autentica.

Le caratteristiche essenziali di questi scambi verbali sono:

-gli interlocutori sono persone identificate, in un numero definito e limitato

-la finalità è la ricerca della verità perseguita con metodo e rigore razionale (al contrario di quelli sofistici che cercavano di convincere gli interlocutori)

-i dialoghi sono composti da discorsi brevi

IL MITO PLATONICO

Il mito platonico serve sia per comunicare in modo più aperto dottrine complicate che per parlare di realtà che vanno oltre ai limiti umani, quindi questo mito ha un ruolo didattico ma anche uno filosofico.

Può essere però complicato da interpretare perché non c’è un confine netto tra la parte didattica e quella filosofica.

LA TEORIA DELLE IDEE

Platone inizia con la sua ricerca partendo dalle idee di Socrate (l’anima diventa buona attraverso la conoscenza).

Platone si interroga però su cosa sia il bene e come raggiungerlo.

Comprende però che che non esiste un idea unica di bene ma che è differente per tutti.

Si può quindi dire che qualcuno o qualcosa sia buono solamente perché “buono” è un idea che abbiamo creato, se non esistesse il parametro oggettivo infatti non potremmo affermare qualcosa che ha un valore universale.

LA SECONDA NAVIGAZIONE 

Sostiene di aver vissuto una prima navigazione, ma deluso da essa, decide di intraprenderne un’altra per scoprire il mondo delle idee.

Inizia a chiedersi se la causa di ciò che è sensibile non possa essere qualcosa che esiste al di fuori del sensibile e che abbia le caratteristiche dell’eternità immutabile.

Quando ci interroghiamo su qualcosa possiamo trovare delle cause materiali (Socrate è in prigione perché è capace di arrivarci) , ma il vero motivo è che Socrate ha accettato come reale, quindi come bene, la sua condanna.

Esistono quindi due piani dell’essere, quello legato alle cose, quindi quello fenomenico e visibile e quello legato alle idee, detto metà-fenomenico e invisibile.

LE IDEE E LA LORO NATURA

Ciò di cui parla Platone quando nomina le idee non è quello a cui noi pensiamo normalmente, lui intende delle entità indipendenti dalla nostra mente a cui facciamo rifermento quando pensiamo.

Le idee sono sostanze immutabili e perfette poste al di là delle cose visibili, quindi non sono solamente un pensiero ma il vero essere.

LE IDEE E LE COSE 

C’è una relazione di imitazione tra le cose e i pensieri, infatti per creare qualcosa di materiale bisogna prima pensarla.

Esiste anche un’altro tipo di relazione, quella di partecipazione, dove le cose sensibili partecipano alle corrispettive idee nel mondo ideale (le cose quadrate fanno parte dell’idea delle cose quadrate).

Platone parla anche di presenza delle idee nelle cose, nelle cose belle traspare l’idea del bello.

Platone ha quasi un bisogno nel creare una continuità tra il mondo sensibile e quello ideale.

IL SUPERAMENTO DEL RELATIVISMO SOFISTICO 

Le idee sono sia le cause sia il metro di paragone delle cose, se riteniamo che qualcuno è bello lo è perché rappresenta l’idea di bellezza.  

Platone in questo modo elimina qualsiasi forma di scetticismo e raggiunge una prospettiva universale. 

LA CLASSIFICAZIONE DELLE IDEE

Le idee possono essere di due tipologie:

- idee di valori morali, estetici e politici

- idee geometico-matematiche 

Esistono in realtà anche idee di oggetti naturali e di oggetti artificiali, è importante però che ad ogni realtà sensibile corrisponda una forma ideale, esiste infatti un idea di tutto ciò che è (ciò che è giusto richiede l’idea di giustizia).

Il bene secondo Platone rappresenta qualcosa di divino, è la causa universale di tutto ciò che è buono.

IL SUPERAMENTO DI PARMENIDE

Il pensiero di Platone sulle idee riflette molto l’idea di Parmenide ( le idee sono eterne ed immutabili).

Platone però va contro alcuni pensieri di Parmenide, come ad esempio quello che essere è e il non essere non è, secondo lui infatti l’essere è qualcosa di statico.

Secondo l’idea platonica l’uomo non può essere nulla (ciò che non è non è e non può non essere), nel caso dovrebbe essere “non è il cane”, quindi significherebbe che non è un cane ma è comunque qualcosa, quindi in realtà anche il non essere è partecipe nell’essere.

L’idea non è isolata, può e trarre in relazione con altre idee in virtù dei cinque generi sommi:

1. L’essere 

2. L’identico

3. Il diverso 

4. La quiete 

5. Il movimento  

Ogni idea quindi può essere identica, diversa… 

Grazie a Platone abbiamo compreso che l’essere viene inteso come possibilità e relazione.

 

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